Emergenza Coronavirus: il 18 maggio, è ormai certo, le scuole non riapriranno. Scatta il piano B.

Quest’anno le scuole non riapriranno. Il comitato tecnico scientifico, infatti, ritiene pericoloso mettere in movimento 12 milioni di persone tra studenti, genitori, docenti, personale ATA, dirigenti scolastici legati al riavvio delle attività didattiche, per la chiusura dell’anno scolastico scattano i piani B.

Se la chiusura per tutto l’anno scolastico sarà riconfermata, scatteranno gli scenari contenuti nel Decreto scuola pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale che contemplano lo scenario peggiore.

Esami di Stato secondaria I grado
Non si svolgerà l’esame, ma in questo caso, si procederà con la valutazione finale da parte del Consiglio di classe, prevedendo la consegna anche di un elaborato da parte degli studenti.

Esami di Stato secondaria II grado
In questo caso l’esame viene ridotto al solo colloquio orale. Resta ferma la necessità di raggiungere almeno il punteggio di 60/100 per ottenere il diploma. Tutti gli studenti avranno la possibilità di partecipare agli esami

Ammissione all’anno successivo
Il decreto prevede che tutti possano essere ammessi all’anno successivo, ma tutti saranno valutati, nel corso degli scrutini finali, secondo l’impegno reale. Per l’ammissione agli esami di Stato si deroga alle ore di Alternanza e alla prova Invalsi.

Recupero a settembre
All’inizio di settembre, infatti, invece degli abituali corsi di recupero delle insufficienze, sarà possibile, per tutti i cicli di istruzione, dalla primaria fino alla classe quarta del secondo grado, recuperare e integrare gli apprendimenti: ciò che non è stato appreso, o appreso in parte quest’anno, potrà essere recuperato/approfondito all’inizio del prossimo.
Rientro a settembre

Quando si rientrerà a settembre? E’ notizia anticipata ieri dalla nostra redazione: le prime settimane di settembre saranno dedicate al recupero degli apprendimenti. Poi partenza unica per tutte le scuole, che potrebbe essere il 21. Si tratta di una data non definitiva, tra l’altro le regioni sono già sul piede di guerra perché ritengono una invasione di campo una eventuale decisione centrale per l’avvio delle attività didattiche. Il calendario è, infatti, una prerogativa delle regioni, tanto che Lombardia, Veneto, Liguria e Toscana hanno già parlato di volontà di ricorso.

Come si rientrerà a scuola? Non è da escludere, probabilmente si potrebbe dare già come certo, un rientro a settembre con didattica a distanza. Tra le ipotesi, anche quella di un rientro “misto”, con parte delle lezioni online e parte in presenza con studenti che ruotano tra le due modalità per garantire a scuola le misure di sicurezza. Misure che comprendono mascherine, guanti e distanza di sicurezza. Quest’ultima che probabilmente sarà modificata dal comitato tecnico scientifico in un metro e 80. Una vera e propria sfida per le scuole.
Possibile partenza diversificata
Non è da escludere una diversa modalità di rientro tra una regione ed un’altra. Infatti, le Regioni che hanno avuto il maggior numero di contagi (dove la popolazione risulta dunque più immune) e quelle che hanno un numero basso di malati potrebbero ottenere dal governo dei via libera diversificati. Nelle prime, infatti, le lezioni in presenza potrebbero partire prima.

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